Fuori dalle rotte battute: 5+1 escursioni poco affollate in Val di Fassa anche ad agosto

Fuori dalle rotte battute: 5+1 escursioni poco affollate in Val di Fassa anche ad agosto

Ecco sei itinerari che anche nel mese più affollato dell’anno vi permettono di camminare senza gomito a gomito con metà Europa.

Agosto in Val di Fassa. Parcheggi al completo, sentieri affollati, rifugi con le liste d’attesa. Il Vajolet è bellissimo, il Viel del Pan è spettacolare, il Sass Pordoi toglie il fiato: ma se li conoscete già, o se semplicemente volete godervi la montagna in pace, agosto può diventare frustrante.

Eppure basta spostarsi di qualche chilometro, imboccare una valle laterale meno pubblicizzata, scegliere un sentiero che non finisce su TikTok, e la Val di Fassa torna quella di sempre: silenziosa, autentica, selvaggia nel senso più bello del termine.

Ecco sei itinerari che anche nel mese più affollato dell’anno vi permettono di camminare senza gomito a gomito con metà Europa.


1. Val de Jumela: la valle nascosta sopra Pera di Fassa

La Val de Jumela è una di quelle valli che i fassani conoscono e i turisti ignorano. Si apre sopra Pera di Fassa in direzione nord-est e offre paesaggi di rara bellezza tra boschi, pascoli e scorci sulle cime circostanti. Pochi la cercano, ancora meno la trovano.

Si può raggiungere in due modi. Chi ama la fatica vera parte dal fondovalle di Pera, con un bel dislivello da affrontare nel bosco prima di raggiungere i prati alti. Chi preferisce ottimizzare i tempi prende la cabinovia del Buffaure, che porta già in quota e permette di imboccare la valle dall’alto, con un percorso molto più agevole.

Difficoltà: Media (da fondovalle) / Facile (dal Buffaure) Accesso: Pera di Fassa oppure cabinovia Buffaure da Pozza di Fassa Consiglio: Ideale la mattina presto, quando la luce entra nella valle da est.


2. Val de Grepa: selvaggia per davvero

Se la Val de Jumela è poco frequentata, la Val de Grepa è quasi sconosciuta. Corre parallela alla Jumela sullo stesso versante, ma è ancora più silenziosa e raccolta. A differenza di molte mete dolomitiche, non troverete rifugi o baite attrezzate: solo pascoli, piccoli chalet privati estremamente graziosi che non deturpano minimamente il paesaggio, e un silenzio che in agosto vale oro.

L’accesso parte da Fontanazzo seguendo il sentiero CAI 645: 600 metri di dislivello su un percorso tecnicamente facile ma costante, con qualche tratto su fondo roccioso. Proprio quel dislivello è il filtro naturale che tiene lontana la massa. A metà salita il sentiero si allarga quasi ingannevolmente, facendo credere di essere già arrivati: la vera val de Grepa è ancora più su. Una volta giunti, la vista si apre verso ovest sul Sassolungo e Sassopiatto e verso nord in direzione dell’Antermoia. La valle è nota tra i locali per la presenza di fauna selvatica, anche se gli avvistamenti dipendono dalla fortuna del giorno.

Difficoltà: Media (600m di dislivello costante) Accesso: Fontanazzo, sentiero CAI 645 Consiglio: Portare scorte d’acqua adeguate, non ci sono punti di rifornimento. La fauna è abbondante: occhi aperti!


3. Lago di Lagusel: un gioiello nascosto tra due valli

Il Lago di Lagusel è uno di quei luoghi che sembrano usciti da una cartolina, ma che pochissimi visitatori riescono a raggiungere. Piccolo, specchiante, circondato da pascoli e boschi, è incastonato in una posizione strategica tra la Val San Nicolò e la Val Monzoni.

Si può raggiungere in due modi: partendo dalla Val San Nicolò, nei pressi del vecchio parcheggio, oppure salendo dalla strada che porta in Val Monzoni. In entrambi i casi c’è un dislivello da affrontare, niente di insormontabile per chi è allenato, ma sufficiente a scoraggiare chi cerca la passeggiata senza fatica.

Il risultato vale ampiamente lo sforzo: arrivare al lago e trovarlo praticamente deserto mentre a pochi chilometri di distanza i sentieri più noti sono presi d’assalto è una soddisfazione che difficilmente si dimentica.

Difficoltà: Media Accesso: Val San Nicolò (da Pozza di Fassa) oppure Val Monzoni (da Pozza di Fassa) Consiglio: Le navette per la Val San Nicolò o Val Monzoni partono ogni 30 minuti da Pozza di Fassa. Comodo, sostenibile e senza problemi di parcheggio.


4. Val Monzoni: Rifugio Vallaccia e Cima Undici

La Val Monzoni è già di per sé meno frequentata rispetto alle valli più celebri della Fassa, ma il percorso che porta al Rifugio Vallaccia e poi alla Cima Undici è uno dei segreti meglio custoditi dell’intera valle. Un’escursione impegnativa, con circa 700 metri di dislivello dal fondovalle, ma che ripaga con un panorama che toglie il fiato: dalla vetta della Cima Undici (2.554 m) si apre uno dei balconi più spettacolari sulla Val di Fassa, con il Catinaccio davanti, il Sassolungo e il Sassopiatto sullo sfondo e il fondovalle di Vigo e Pozza che si stende in basso.

La fatica è alleviata dalla navetta che parte dal Camping Vidor a Pozza di Fassa e porta fino alla Malga Monzoni, risparmiando i primi 300 metri di dislivello e permettendo di concentrare le energie sulla parte più bella del percorso. Da Malga Monzoni si segue il sentiero CAI 624 fino al Rifugio Vallaccia (2.275 m, circa un’ora di cammino), ottima tappa per una sosta e un piatto di polenta con funghi (rifugio Vallaccia partner Dolomiti Booking). Dal rifugio si prosegue verso Cima Undici seguendo bolli rossi su traccia, senza tratti esposti fino alla vetta.

Il paesaggio è dominato dalla straordinaria geologia del gruppo dei Monzoni, un massiccio di origine vulcanica che regala colorazioni e morfologie completamente diverse rispetto alle classiche rocce dolomitiche bianche. Lungo il percorso è frequente incontrare marmotte e cervi.

Difficoltà: Media/Impegnativa (700m dislivello totale, ridotto con navetta) Accesso: Navetta da Pozza di Fassa (Camping Vidor),  Sentiero: CAI 624 da Malga Monzoni Consiglio: Prenotate la navetta e partite la mattina presto. Il Rifugio Vallaccia è meta soddisfacente anche per chi non vuole salire fino in cima.


5. Val di Dona: la gemma parallela alla Val Udai

La Val di Dona è la sorella meno famosa della Val Udai, con cui condivide il versante nord di Campitello di Fassa. Leggermente meno ripida, ma comunque impegnativa e con il vantaggio di avere un rifugio che permette una sosta ristoratrice a metà percorso.

Si sale da Campitello lungo un sentiero che attraversa prima il bosco e poi i pascoli alti, aprendo gradualmente una vista sempre più ampia sulla testata della valle con le cime del gruppo del Sella sullo sfondo. Il Rifugio Dona (2.100 m) è il punto di arrivo ideale per chi vuole una mezza giornata in montagna lontano dalla folla.

Per i più temerari è possibile proseguire verso il Passo Dona e scendere nella Val Udai, chiudendo un anello piuttosto impegnativo ma soddisfacente.

Difficoltà: Media/Alta Accesso: Campitello di Fassa Consiglio: Per agevolare la forte pendenza usate bastoncini da escursioni e controllate la buona tenuta dei vostri scarponi


+1. Col Rodella → Rifugio Pertini → Val Duron: il tratto segreto

Questa è la proposta bonus, quella per chi conosce già la valle e vuole scoprire un angolo che in pochi percorrono per intero.

Il punto di partenza è il Col Rodella, raggiungibile comodamente con la nuova cabinovia 3S da Campitello. Da qui la maggior parte dei visitatori si ferma a godere il panorama sul Sassolungo e sul Sella, oppure scende verso il Rifugio Sandro Pertini seguendo i sentieri più battuti.

Il tratto che invece consigliamo noi è quello che dal Rifugio Pertini scende verso la Val Duron, una valle lunga e silenziosa che porta fino al Rifugio Micheluzzi. Questo tratto centrale, tra il Pertini e il Micheluzzi, è sorprendentemente poco frequentato rispetto alla fama dei due punti di partenza e di arrivo. La Val Duron è stretta, verdissima, con il torrente che accompagna tutto il percorso e le pareti del Catinaccio e del Sassolungo che la chiudono ai lati.

Dal Rifugio Micheluzzi si rientra a Campitello seguendo la pista ciclabile lungo l’Avisio. Un percorso ad anello completo che richiede una giornata intera ma che regala ambienti molto diversi tra loro.

Difficoltà: Media/Impegnativa (per il dislivello complessivo) Accesso: Cabinovia 3S da Campitello di Fassa Consiglio: Partire presto al mattino per completare l’anello con comodità. Il tratto finale sulla ciclabile è un ottimo modo per recuperare le energie.


Il Consiglio Finale

Agosto non è il problema. Il problema è la concentrazione di persone sempre negli stessi tre o quattro posti. La Val di Fassa ha decine di sentieri, valli laterali, percorsi che non compaiono nelle guide più vendute e che per questo restano nel silenzio anche nel mese più affollato dell’anno.

La regola è semplice: più ci si allontana dagli impianti di risalita e dai rifugi più noti, più si trova la montagna autentica. Vale la pena fare qualche chilometro in più, qualche metro di dislivello supplementare, per ritrovarsi soli davanti a un panorama che sembrava impossibile trovare in piena stagione.

Buone camminate. E mi raccomando: non dite a nessuno dove siete stati.


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