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La maestosa fortezza di pietra tra Val Gardena e Val di Fassa

Il Sassolungo, maestosa e meravigliosa montagna al centro della valle.

Il Gruppo del Sassolungo si trova tra le province di Trento e di Bolzano, proprio tra la Val Gardena e la Val di Fassa, ergendosi come un’imponente fortezza di roccia che domina l’orizzonte dolomitico. Questo piccolo gruppo, non molto esteso geograficamente, racchiude in sé una straordinaria concentrazione di bellezza e sfide alpinistiche, offrendo un gran numero di torri e contrafforti che, nell’arco della storia, sono stati oggetto di numerose e leggendarie imprese alpinistiche.

Il gigante di pietra lunga

Il nome Sassolungo deriva dal tedesco “Langkofel”, che significa letteralmente “pietra lunga”, un toponimo che diventa immediatamente comprensibile quando si osserva la montagna dal versante nord-orientale. In ladino viene chiamato “Saslonch”, mantenendo lo stesso significato evocativo. Con i suoi 3.181 metri di altezza, il Sassolungo è la vetta principale del gruppo e rappresenta il simbolo indiscusso della Val Gardena.

Il gruppo del Sassolungo è ben visibile in tutta la Val di Fassa e muta continuamente la sua forma, in base alla sua visione. Così dalla zona di Vigo e Pozza ha una sua forma che diventa caratteristica e tipica vista da Campitello di Fassa, e muta nuovamente se visto da Alba di Canazei. Questa caratteristica prospettica rende il Sassolungo una montagna sempre diversa e sempre affascinante.

Una storia scritta nella roccia

Il Gruppo del Sassolungo si è formato circa 230 milioni di anni fa da un’antica barriera corallina tropicale. Quando l’Africa e l’Europa si scontrarono, queste antiche scogliere coralline furono sollevate e trasformate nelle spettacolari torri dolomitiche che oggi ammiriamo. La roccia del Sassolungo racconta la storia di mari caldi e poco profondi, popolati da coralli e alghe in un mondo completamente diverso da quello attuale.

Le vette del regno verticale

Il massiccio del Sassolungo è suddiviso in tre sottogruppi principali: il massiccio del Sassolungo, il settore del Sasso Levante e il massiccio del Sassopiatto. Le principali vette del gruppo sono otto, tutte spettacolari e uniche:

Sassolungo (3.181 m) – La vetta principale del gruppo, scalata per la prima volta il 13 agosto 1869 dal viennese Paul Grohmann con le guide Franz Innerkofler e Peter Salcher. La via normale rimane una delle più difficili e complesse delle Dolomiti, richiedendo fino a 5 ore con passaggi di III e III+.
Spallone del Sassolungo – La cima sud-orientale del massiccio principale.
Punta delle Cinque Dita (2.996 m) – Una delle sagome più caratteristiche delle Dolomiti, che secondo la leggenda locale rappresenta le dita di un gigante sepolto nella montagna.
Punta Grohmann o Sasso Levante (3.126 m) – Dedicata al pioniere dell’alpinismo dolomitico Paul Grohmann.
Torre Innerkofler (3.081 m) – Intitolata alla famosa dinastia di guide alpine.
Dente del Sassolungo (3.001 m) – Chiamato localmente Punta Pian de Sass, una guglia spettacolare.
Cima Dantersass (2.825 m) – Punto panoramico eccezionale.
Sassopiatto (2.964 m) – Il cui nome deriva dal fatto che la montagna si configura come quasi piatta su uno dei lati, mentre sull’altro è molto ripida.

La grande parete del nord

La parete nord del Sassolungo, con i suoi oltre 1.000 metri di altezza, rappresenta una delle pareti più grandi e impressionanti di tutte le Alpi. Questa immensa muraglia verticale è stata teatro di alcune delle più grandi imprese nella storia dell’alpinismo dolomitico.

Vie storiche leggendarie:

– Via Dibona (1911) – Angelo Dibona apre la parete nord del Campanile Ovest, tracciando un itinerario lungo e difficile con passi fino al V+
– Via Soldà (1936) – Gino Soldà e Franco Bertoldi salgono l’imponente muro settentrionale del Campanile nord in due riprese, creando una delle più grandi realizzazioni del periodo tra le guerre
– Via Comici (1940) – Emilio Comici e Severino Casara aprono un severo itinerario sul “Salame”, l’ultima via di Comici prima della sua tragica morte in Vallunga

Durante il periodo del dopoguerra si è visto il progressivo aumentare delle imprese di ascensione riguardanti il gruppo del Sassolungo, con la realizzazione di itinerari di grandi difficoltà, considerando anche l’altezza delle pareti. In corrispondenza della cima del Sassolungo è situato il Bivacco Giuliani, che può essere utilizzato durante i lunghi itinerari sulle pareti est e nord, considerando la complicata discesa.

Il Sassopiatto – La montagna dai due volti

Tra le cime del gruppo, una delle più caratteristiche è quella del Sassopiatto, alta 2.964 metri sul livello del mare. La cima del Sassopiatto è raggiungibile tramite la Via Ferrata Oskar Schuster o dal sentiero che parte dal Rifugio Sassopiatto. Il suo nome deriva perfettamente dalla sua forma: la montagna appare quasi piatta su uno dei lati, mentre sull’altro versante presenta pareti molto ripide e verticali.

La Via Ferrata Schuster offre tre possibili accessi: dal Rifugio Vicenza (2.256 m), dalla Forcella Sassolungo (2.685 m), o dal sentiero del Rifugio Sassopiatto (2.300 m). È considerata una delle ferrate più panoramiche delle Dolomiti, adatta ad escursionisti con esperienza.

Il giro del Sassolungo – L’anello della meraviglia

Una delle escursioni più belle che è possibile effettuare su questo massiccio montuoso è il giro del Sassolungo, una camminata che passa attorno a tutto il gruppo montuoso e che permette una variante attraverso il cuore del massiccio. La camminata, dal percorso circolare, non è delle più semplici ma offre panorami tra i più belli di tutte le Dolomiti.

Caratteristiche dell’escursione:

– Durata: 5-6 ore
– Difficoltà: E (Escursionistica)
– Dislivello: circa 500 metri
– Percorso: Circolare, possibile in senso orario o antiorario

Il tragitto può partire dal Col Rodella con la funivia che da Campitello di Fassa porta in pochi minuti direttamente al Col Rodella, oppure dal Passo Sella. Personalmente consiglio la via oraria direzione Pertini – Sassopiatto – Rifugio Vicenza, che offre una progressione ottimale dei panorami.

La Città dei Sassi – Un museo geologico a cielo aperto

Da ricordare nel giro l’affascinante Città dei Sassi, un incredibile paesaggio geologico ai piedi del Sassolungo dove enormi blocchi rocciosi creano un labirinto naturale di rara suggestione. Questo fenomeno è il risultato di milioni di anni di erosione e rappresenta un vero e proprio museo geologico a cielo aperto, dove si possono osservare da vicino le stratificazioni rocciose che raccontano la storia antica delle Dolomiti.

L’escursione della Val Duron

Un altro tragitto ricco di panorami a perdita d’occhio è l’escursione che dal Col Rodella porta sempre direzione Pertini e Rifugio Sassopiatto, poi verso il Passo Duron per tornare a Campitello di Fassa attraverso la Val Duron, una delle più belle valli laterali della Val di Fassa. Questa variante offre un’esperienza completa del massiccio, passando dai panorami d’alta quota alla tranquillità dei boschi di fondovalle.

I rifugi del Sassolungo

Il gruppo è servito da una rete di rifugi che offrono punti di appoggio strategici per escursionisti e alpinisti:

– Rifugio Toni Demetz (2.685 m) – Alla Forcella Sassolungo, raggiungibile anche con cabinovia dal Passo Sella
– Rifugio Vicenza (2.256 m) – Storico rifugio in posizione panoramica
– Rifugio Sassopiatto (2.300 m) – Punto di partenza per le ferrate
– Rifugio Emilio Comici (2.140 m) – Dedicato al leggendario alpinista triestino
– Rifugio Sandro Pertini – Sul giro del Sassolungo
– Rifugio Friedrich August (2.298 m) – Famoso per la presenza di yak al pascolo

Un palcoscenico per panorami infiniti

Dal Sassolungo si godono panorami straordinari su tutti i gruppi dolomitici circostanti: la Marmolada con il suo ghiacciaio, il Gruppo del Sella con i suoi quattro passi, il Catinaccio con le Torri del Vajolet, le Odle e il Puez, lo Sciliar e il Latemar. Nelle giornate più limpide, lo sguardo spazia fino ai ghiacciai dell’Ortles e del Adamello-Presanella.

L’Alpe di Siusi, il più grande altopiano d’Europa, si stende ai piedi del Sassolungo come un immenso tappeto verde, punteggiato di masi e attraversato da una rete di sentieri che offre passeggiate per tutta la famiglia.

Inverno magico

Durante i mesi invernali, il Sassolungo si trasforma nel regno dello sci alpino. Alle sue pendici si sviluppano alcune delle piste più famose del mondo, tra cui la leggendaria Saslong, dove ogni dicembre si disputano le gare di Coppa del Mondo di sci alpino a Santa Cristina Val Gardena.

Il comprensorio sciistico offre collegamenti con il Sellaronda, permettendo agli sciatori di compiere il giro dei quattro passi sui sci, un’esperienza unica che combina sport e paesaggio in un modo irripetibile.

La leggenda del gigante sepolto

Una leggenda locale vuole che il massiccio sia il luogo di sepoltura di un gigante punito dai suoi simili per aver derubato gli uomini dando la colpa agli animali del bosco. I pinnacoli chiamati “Cinque Dita” sarebbero l’ultima parte visibile del corpo del gigante, le sue dita che spuntano dalla terra come a chiedere ancora aiuto.

Un simbolo delle Dolomiti

Il Sassolungo è molto più di una montagna: è un simbolo, un’icona che rappresenta la potenza e la bellezza delle Dolomiti. La sua sagoma inconfondibile è stata immortalata in migliaia di cartoline, quadri e fotografie, diventando una delle immagini più riconoscibili delle Alpi.

Per gli alpinisti rappresenta una sfida suprema, per gli escursionisti un paradiso di sentieri panoramici, per i fotografi un soggetto inesauribile di ispirazione. Il Sassolungo è la montagna che non smette mai di stupire, che cambia volto a ogni ora del giorno e a ogni stagione dell’anno, mantenendo sempre intatto il suo fascino misterioso e la sua maestosa bellezza.

Nel cuore delle Dolomiti, tra Val Gardena e Val di Fassa, il Sassolungo continua a regnare come una cattedrale di pietra, custode di storie antiche e teatro di nuove avventure per tutti coloro che hanno il privilegio di incontrarlo lungo il loro cammino tra i “Monti Pallidi”.