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Raccolta Funghi in Val di Fassa

Una tradizione autunnale tra delizie del palato e rispetto per l’ecosistema

La raccolta funghi in Val di Fassa rappresenta una delle tradizioni autunnali più sentite e apprezzate, un’attività che unisce il piacere della scoperta del bosco alle delizie culinarie che caratterizzano la gastronomia dolomitica. I boschi fassani, ricchi di porcini e finferli, le specie più pregiate del territorio, offrono agli appassionati micofili opportunità straordinarie per vivere la montagna autunnale in modo attivo e consapevole, sempre nel rispetto dell’ecosistema forestale e delle normative che tutelano questo patrimonio naturale.

La ricchezza micologica dell’anfiteatro dolomitico

I boschi misti della Val di Fassa, caratterizzati dalla presenza di abete rosso, larice, faggio e castagno, creano le condizioni ideali per lo sviluppo di numerose specie fungine. La varietà altitudinale, che spazia dai 1000 metri del fondovalle ai 2000 metri delle malghe d’alta quota, permette la crescita di funghi diversificati che si susseguono durante tutto l’arco della stagione autunnale.

I porcini (Boletus edulis e specie affini) trovano nei boschi di conifere dell’anfiteatro dolomitico un habitat ideale, sviluppandosi nelle zone ben drenate sotto abeti e larici. I finferli (Cantharellus cibarius), dal caratteristico colore giallo oro, prosperano invece nei boschi misti e nelle zone umide, spesso nascosti tra il muschio e le foglie in decomposizione.

Oltre a queste specie pregiate, i boschi fassani ospitano una grande varietà di altri funghi commestibili: chiodini, ovoli, prataioli, mazze di tamburo e molte altre specie che arricchiscono la biodiversità micologica del territorio. Questa ricchezza, tuttavia, convive con la presenza di specie velenose e mortali che richiedono conoscenza approfondita e massima attenzione da parte dei raccoglitori.

Normativa e regolamentazione: il rispetto come base della raccolta

La raccolta funghi in Val di Fassa è regolamentata dalla Legge Provinciale 23 maggio 2007, n.11 e dal Regolamento di attuazione del 26 ottobre 2009, normative che disciplinano l’attività per tutelare l’ecosistema forestale e garantire la sostenibilità della raccolta. I sette Comuni della valle – Moena, Soraga, Vigo, Pozza, Mazzin, Campitello di Fassa e Canazei – hanno costituito un ambito territoriale omogeneo gestito dal Comun General de Fascia, facilitando le procedure per i raccoglitori.

Per i non residenti in Provincia di Trento è obbligatorio presentare denuncia di raccolta accompagnata dal pagamento di una quota che varia in base al periodo scelto:

1 giorno: €10,00
3 giorni: €18,00
7 giorni: €25,00
15 giorni: €40,00
30 giorni: €60,00

La denuncia può essere presentata presso uno qualsiasi dei sette Comuni della valle o presso gli uffici turistici, e consente la raccolta su tutto il territorio fassano convenzionato.

Regole fondamentali per una raccolta responsabile

La raccolta funghi in Val di Fassa deve rispettare criteri rigorosi che garantiscono la conservazione dell’ecosistema:

La quantità massima consentita è di 2 chilogrammi al giorno per persona di età superiore ai 10 anni. I bambini sotto i 10 anni possono raccogliere solo se accompagnati da un familiare in possesso dell’autorizzazione. È possibile superare il limite di 2 kg solo quando un singolo fungo superi questo peso.

L’orario di raccolta è limitato alle ore diurne: dalle 7:00 alle 19:00. La raccolta notturna è severamente vietata per garantire il riposo dell’ecosistema forestale e la sicurezza dei raccoglitori.

È assolutamente vietato utilizzare rastrelli, uncini o altri strumenti che possano danneggiare l’humus del terreno. I funghi devono essere raccolti delicatamente a mano, preferibilmente tagliando il gambo con un coltellino per preservare il micelio sotterraneo.

I funghi vanno puliti sommariamente sul posto di raccolta per evitare la dispersione delle spore lontano dal loro habitat naturale, e trasportati esclusivamente in contenitori forati e rigidi come cestelli di vimini o contenitori bucherellati che permettono la diffusione delle spore durante il trasporto.

Zone vietate e aree protette

È fondamentale conoscere le zone dove la raccolta è vietata: tutto il territorio del Parco Naturale di Paneveggio – Pale di San Martino è interdetto alla raccolta per i non residenti nei Comuni del Parco. Le aree protette sono chiaramente segnalate da apposita cartellonistica che va rispettata scrupolosamente.

Anche le proprietà private possono vietare la raccolta esponendo specifica segnaletica. È vietato raccogliere funghi in prossimità di masi e delle loro pertinenze, e bisogna sempre rispettare le delimitazioni di proprietà.

Sicurezza e conoscenza: la priorità assoluta

La sicurezza nella raccolta funghi inizia dalla conoscenza approfondita delle specie. NON si raccolgono mai funghi senza conoscerli perfettamente: il rischio di confondere specie commestibili con varietà velenose o mortali è concreto e può avere conseguenze tragiche.

Tra i funghi più pericolosi presenti nei boschi trentini ci sono l’Amanita phalloides (ovolo malefico), responsabile della maggioranza delle intossicazioni mortali, e la Cortinarius orellanus, meno conosciuta ma ugualmente letale. Questi funghi velenosi svolgono comunque un ruolo ecologico fondamentale e non vanno mai distrutti anche quando non raccolti.

È fortemente consigliato fare verificare i funghi raccolti presso esperti micologi o presso i servizi di controllo attivati durante la stagione. Molti Comuni organizzano consulenze micologiche gratuite durante i mesi autunnali per aiutare i raccoglitori nell’identificazione corretta delle specie.

Attrezzatura e preparazione per la raccolta

Una raccolta funghi sicura e rispettosa richiede attrezzatura adeguata. È indispensabile dotarsi di abbigliamento protettivo: scarponcini impermeabili con suola antiscivolo, pantaloni lunghi e resistenti per proteggere le gambe da spine e morsi di insetti, maglia a manica lunga e giacca impermeabile in caso di pioggia.

Il cestello di vimini forato rappresenta il contenitore ideale: permette l’aerazione dei funghi, la dispersione delle spore e evita il deterioramento del raccolto. Un coltellino specifico per funghi, con spazzolino incorporato, facilita la pulizia sul campo e il taglio corretto del gambo.

Una mappa dettagliata della zona e la conoscenza dei sentieri sono elementi di sicurezza fondamentali, soprattutto durante le giornate autunnali quando la visibilità può ridursi rapidamente a causa di nebbie o piogge improvvise.

Aspetti ecologici e sostenibilità

La raccolta funghi, quando praticata correttamente, non danneggia l’ecosistema forestale ma può addirittura favorire la propagazione delle specie attraverso la dispersione delle spore. Il taglio del fungo a livello del suolo, lasciando intatta la parte sotterranea del micelio, permette la rigenerazione e la produzione di nuovi corpi fruttiferi.

I funghi svolgono funzioni ecologiche fondamentali: decompongono la materia organica, facilitano l’assorbimento di nutrienti da parte delle piante attraverso micorrize simbiotiche, e costituiscono fonte alimentare per numerose specie animali. Per questo motivo è essenziale non raccogliere esemplari troppo giovani o troppo maturi, rispettare le specie non commestibili e mantenere sempre un approccio di prelievo sostenibile.

Tradizione culinaria e valorizzazione gastronomica

I funghi raccolti in Val di Fassa trovano valorizzazione nella ricca tradizione culinaria ladina e trentina. Porcini e finferli diventano protagonisti di piatti tipici come risotti, polenta, preparazioni alla griglia o conserve per l’inverno. La cucina locale ha sviluppato tecniche di conservazione e preparazione che esaltano i sapori autentici di questi prodotti del bosco.

Molti ristoranti e rifugi della valle propongono durante l’autunno menu dedicati ai funghi locali, offrendo l’opportunità di assaporare preparazioni tradizionali realizzate con prodotti freschi del territorio. Questa valorizzazione gastronomica rappresenta un importante collegamento tra l’attività di raccolta e la cultura enogastronomica fassana.

Sanzioni e controlli

Le violazioni delle normative comportano sanzioni specifiche: raccogliere oltre i 2 kg consentiti comporta multe da 25€ a 150€, mentre raccogliere senza permesso o al di fuori degli orari stabiliti può costare da 10€ a 120€. L’utilizzo di strumenti vietati o il danneggiamento dell’ambiente forestale prevede sanzioni ancora più severe.

I controlli sono effettuati regolarmente dai Corpi di Polizia Locale, dalla Guardia Forestale e dai Carabinieri Forestali, che verificano il possesso dell’autorizzazione, il rispetto delle quantità e delle modalità di raccolta.


La raccolta funghi in Val di Fassa rappresenta un’opportunità unica per vivere l’autunno dolomitico in modo attivo e consapevole. Il rispetto delle regole, la conoscenza approfondita delle specie e l’approccio sostenibile alla raccolta permettono di godere dei frutti del bosco in sicurezza, contribuendo al tempo stesso alla conservazione di un patrimonio naturale che arricchisce la biodiversità dell’anfiteatro dolomitico e la tradizione culinaria del territorio.